Come scegliamo il nostro ospedale? – parte I

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Oggi vi parleremo di una situazione che sicuramente, almeno una volta nella vita, ha visto partecipi tutti noi, ma sulla quale non ci siamo mai soffermati abbastanza per riflettere. Pensiamo all’ultima volta che siamo andati in ospedale..

Ma perché abbiamo scelto proprio quella struttura? Iniziamo con l’analizzare le ragione di tale importante scelta!

Prima di tutto, bisogna tenere presente che il livello di concorrenza tra gli operatori sanitari dipende per buona parte dall’attitudine del consumatore (noi, in questo caso “consumatori” del Servizio Sanitario Nazionale) verso la ricerca dell’offerta più conveniente. Ovviamente, tanto maggiore sarà il numero di consumatori che intraprende la ricerca per effettuare una cosiddetta “scelta attiva” (e quindi consapevole) tanto più il mercato si avvicinerà ad un modello di “concorrenza perfetta”. Insomma, si tratterebbe di una situazione ideale in cui nessun operatore avrebbe la possibilità di influenzare in alcun modo, attraverso quindi i propri comportamenti, il prezzo di vendita dei beni e/o servizi scambiati sul mercato, portando perciò i consumatori in una posizione più “sicura”. Al contrario se nessun paziente effettuasse la ricerca, l’incontro tra medici e pazienti avverrebbe per caso ed ogni operatore sarebbe sicuro di non perdere i propri clienti e non avrebbe alcun incentivo a migliorare la qualità del servizio offerto.

Il processo di ricerca citato precedentemente, dipende da diversi fattori che vedremo più avanti, ma numerosi studi a livello internazionale (tra cui Victoor A., Mj Delnoij D., D Friel R., JDJM Rademarkers J. (2012), Determinants of patient choice of healthcare providers: a scoping review BMC Health Services Research), sono arrivati alla conclusione che esso viene messo in secondo piano nei mercati in cui c’è un’alta densità di medici. Questo spiega perché i prezzi dei servizi medici siano molto più alti nelle grandi città rispetto alle piccole, indipendentemente dalla qualità della prestazione in se. Inoltre, il processo per reperire informazioni risulterà tanto più difficile quanti più medici ci saranno sul mercato; a quel punto le scelte saranno maggiormente influenzate da raccomandazioni ricevute da parenti e amici ovviamente.

Dopo aver analizzato i dati disponibili negli studi presi in esame (di particolare rilievo – Martin Gaynor, Robert J. Town (2011), Competition in health care market, National Bureau of Economic Research), è emerso che in media solo il 10% dei pazienti prende seriamente in considerazione una alternativa al proprio ospedale locale quando si presenta la necessità di una assistenza sanitaria. In generale, infatti, i pazienti si affidano al loro medico di famiglia, che sceglie per loro, o al più vicino “fornitore” sanitario. Al momento di decidere dove ricevere le cure, assumono un ruolo importante anche le precedenti esperienze personali. Ciò è valido sia per i paesi europei sia negli Stati Uniti (Working Paper n. 17208). Tuttavia, alcuni gruppi di pazienti con un elevato grado di istruzione, i più giovani e quelli con un reddito più alto, sono più propensi ad assumere un ruolo attivo nella scelta. Nonostante questo, troviamo ancora una porzione sostanziale di individui che non ritiene la scelta importante e ci sarà quindi, più probabilità che questi optino per un medico di famiglia che scelga per loro o per un ospedale vicino.

Possiamo affermare che l’importanza attribuita alla scelta cambia tra i vari gruppi di pazienti, ma in ogni caso, bisogna riconoscere che la capacità di prendere una decisione è piuttosto limitata!

Secondo gli studi riportati precedentemente, tale capacità risulta essere influenzata positivamente dal reddito familiare, dallo stato generale di salute e dalla possibilità di viaggiare. Mentre è influenzata negativamente dalle restrizioni imposte dalle varie assicurazioni sanitarie, dall’età e dal sesso.

Nonostante nella società moderna, grazie anche all’evoluzione digitale, si stiano sviluppando sempre più piattaforme con l’obiettivo di fornire dati e indicazioni utili (come per esempio https://www.doveecomemicuro.it), bisogna però verificare il reale utilizzo di queste ultime. Per un paziente, essere in grado di prendere una decisione razionale presuppone informazioni complete, adeguate capacità cognitive, preferenze coerenti, forza di volontà e capacità di prevedere le loro esigenze. Tuttavia, queste condizioni sono raramente soddisfatte e secondo alcuni studi si ritiene che il livello in cui i pazienti sono in grado di elaborare le informazioni razionalmente è influenzato dalla loro cultura sulla sanità.

Inoltre, bisogna tenere in considerazione che molto spesso vi sono differenze sostanziali tra quello che dicono i pazienti e quello che effettivamente fanno. Ad esempio, anche se i pazienti indicano come importanti le informazioni comparative, sono ancora relativamente pochi quelli che ne fanno uso, quelli che sono consapevoli della loro esistenza o ne comprendono il significato. Le informazioni comparative sembrano essere usate solo in alcune circostanze, per esempio quando vi è un singolo risultato di grande impatto e i dati possono essere facilmente compresi. Il rilascio di queste informazioni, si traduce in piccole variazioni delle quote di mercato dei “provider” del servizio sanitario. Tuttavia, dare o rendere i pazienti consapevoli, migliorando il formato di presentazione dell’informazione stessa, ne aumenta l’utilizzo.

Date le precedenti considerazioni e data la difficoltà di comprensione, si utilizzano più spesso altre fonti di informazione. L’esperienza di un paziente in una cura precedente è la fonte più importante per molti di essi. Quindi, una esperienza positiva con un provider influenza positivamente la scelta futura del fornitore. Una seconda fonte di informazione è l’influenza sociale, come per esempio la reputazione generale di un provider, le raccomandazioni di amici e conoscenti o l’influenza del medico di riferimento. C’è da dire che solo l’influenza del medico di riferimento ha un forte effetto positivo coerente.

Ma quali di queste fonti di informazione sono utilizzate realmente dalle persone?
 Beh, la risposta potrebbe variare da paziente a paziente. Per esempio, gli anziani e i pazienti con un basso livello di istruzione hanno più probabilità di seguire il consiglio del proprio medico e quindi utilizzare in genere meno informazioni comparative. Bisogna tenere conto che i pazienti, nell’ambito della loro scelta, prendono in considerazione anche alcune caratteristiche dei provider. Queste ultime le approfondiremo nel prossimo articolo, dove capiremo meglio anche come scegliere la struttura sanitaria e di quali informazioni abbiamo realmente bisogno.

Nel frattempo, ognuno di noi potrebbe iniziare a riflettere sulle personali ragioni che ci portano a scegliere un ospedale piuttosto che un altro, o nello specifico, a quale medico affidare le proprie cure!

HEpointofview.com

Principale fonte:
“Pro e Contro, la Concorrenza nel Settore Sanitario” – Nicola Pipia (2013), Università di Cagliari

#HEpointofview #ospedale #SSN

 

 

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