Il Virus Zika – Cosa sappiamo e cosa succederà?

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Una buona domenica da HEpointofview!
Quest’oggi vi parliamo del “Virus Zika”, tristemente noto a livello mondiale ed oggetto di discussione per stampa e rete già da fine 2015.

Ma cosa sappiamo ad oggi? – Le origini risalgono al 1947, dove in Uganda, il virus è stato isolato per la prima volta. In America invece, non verrà individuato fino al 2014.
Questo virus, trasmesso attraverso la puntura delle cosidette zanzare “Aedes Aegypt” (per intenderci, le stesse che trasmettono anche la “febbre gialla” e che vivono in climi tropicali) ma anche attraverso le punture della più famosa “Aedes Albopictus” (o comunemente chiamata “Zanzara Tigre”), si presenta generalmente con sintomi leggeri rappresentati da eruzioni cutanee, febbre, dolori muscolari ed articolari, che possono anche durare una settimana. Le persone colpite non necessitano di cure ospedaliere e ad oggi, non esiste alcun vaccino.
Non ci sono prove che questo virus possa causare la morte delle persone infette, ad eccezione di casi sporadici rappresentati da complicazioni molto serie delle condizioni di salute di persone che avevano già altre malattie o disturbi.
La PAHO (“Panamerican Health Organization”) sostiene che questo virus potrebbe essere all’origine di alcune danni celebrali registrati nei neonati in Brasile. Infatti, i ricercatori brasiliani sostengono esistano prove sempre più chiare che legano il virus Zika e la “microcefalia”, un problema neurologico che porta i neonati a nascere con una testa ed un cervello più piccoli della norma. Ad ogni modo, anche se la PAHO registra circa ben oltre 60mila casi sospetti, sono ancora scarsi e poco affidabili i dati che testimonino una possibile trasmissione del virus da madri infette ai loro bambini durante la gravidanza o il parto stesso.
Proprio secondo questa sottodivisone latino-americana della OMS (“Organizzazione Mondiale della Sanità”), la stima dei paesi americani che stanno registrando casi di contagio è salito a 22, più del doppio rispetto ad un mese fa. Uniche eccezioni sono rappresentate da Canada e Cile continentale in cui sembrerebbe non sia presente l’insetto.
Secondo l’OMS, due sono le ragioni principali di una così rapida diffusione: “Le popolazioni delle Americhe non erano mai state esposte a questo virus e quindi non sono immunizzate; le zanzare Aedes sono presenti in tutti i Paesi della regione” (fonte OMS, 2016).

Scarsi dati e tanta confusione – Quello che si sa, è che il virus arrivò in Brasile nel Maggio del 2015, e ad oggi si dice abbia contagiato qualcosa come un milione e mezzo di persone. Nel nordest del paese, nello stato del Pernambuco, si è verificato un aumento di 360 nuovi casi di neonati microcefali negli ultimi 10 giorni, facendone salire così il numero complessivo a 3.893.
Statisticamente, i tassi più alti di infezione sono stati registrati in Brasile e Colombia, in quest’ultimo il Ministero della Salute conta 13.500 casi di infezione e teme che durante il 2016 la stima potrebbe salire fino a 700mila. A seguire, paesi come Ecuador, Salvador, Guatemala, Haiti, Honduras, Messico, Panama, Paraguay, Porto Rico, Suriname e Venezuela.
Si tratta quindi, di una vera e propria epidemia che sta colpendo vaste aree dell’America Latina e dei Caraibi, ed è verosimile che si diffonda nella maggior parte dei paesi del continente americano (fonte OMS).
Anche in Europa ci sono stati diversi casi, in 6 paesi tra cui l’Italia. Nello specifico, nei mesi scorsi, sono stati registrati i primi quattro casi nel nostro paese e in ciascuno dei quali si trattava di persone di ritorno da viaggi in Brasile. Ora i pazienti stanno bene, riferiscono dall’INMI (“Istituto Nazionale per le Malattie Infettive”) Spallanzani di Roma, e in Italia non c’è alcun tipo di allarme rassicura Giovanni Rezza, dell’Istituto Superiore di Sanità.

Circa a metà Gennaio, scienziati americani hanno diffuso la prova finora più convincente che il virus Zika si trasmetterebbe da madre a figlio: il virus è stato trovato in quattro casi in cui feti o neonati con microcefalia sono morti in utero o poco dopo la nascita. Inoltre, purtroppo, si sta diffondendo un ulteriore timore: con la diffusione di questo virus, c’è stato un netto aumento di gravi disturbi neurologici e autoimmuni, tra cui la sindrome di “Guillain-Barré”, che può addirittura causare paralisi (testimonanze giungono dalla Polinesia francese).
Non è quindi facile capire fino a che punto questo virus, da solo o insieme ad altri fattori, sia responsabile di questa situazione. Proprio a causa di questa confusione, in Brasile sono stati avviati dettagliati studi prospettici che seguiranno le donne incinte durante tutta la gestazione.

Come reagiscono i paesi colpiti? – Negli Stati Uniti, i CDC (“Centers for Disease Control and Prevention) hanno avvertito le donne incinte consigliando loro di evitare di visitare 14 paesi in America Latina e Caraibi, colpiti dal virus.
In Colombia le donne sono state avvertite di cercare di non rimanere incinte per i prossimi 6-8 mesi per evitare possibili rischi legati alla malattia.
In Giamaica, anche se non è ancora stata confermata la presenza del virus Zika, il Ministero della Salute ha raccomandato alle donne di non procreare per i prossimi 6-12 mesi.
Mentre, in Salvador, si consiglia addirittura fino al 2018 di non provare ad avere figli.
In questa difficile situazione, la rapida diffusione del virus rende sempre più urgente eliminare la fonte di trasmissione, ecco perchè in Brasile, dove l’allarme scattò lo scorso Dicembre, è stato dichiarato lo stato di emergenza sanitaria e il governo ha autorizzato l’impiego dell’esercito per aiutare i 310mila operatori occupati nella massiccia disinfestazione dalle zanzare.

Ovviamente, l’attenzione pubblica mondiale è rivolta in particolare sul Brasile, in quanto paese ospitante dei prossimi Giochi Olimpici che si svolgeranno la prossima estate. Come riferisce la BBC, le autorità locali hanno annunciato delle misure straordinarie per evitare un’ulteriore propagazione del virus: le strutture olimpiche saranno ispezionate a partire da quattro mesi prima dell’inizio delle Olimpiadi, questo per eliminare larve di zanzare e terreni di coltura; inoltre, ogni giorno, aree e strade verranno spazzate e le fumigazioni saranno valutate caso per caso per evitare danni alla salute. In generale, possiamo tirare un sospiro di sollievo, in quanto le Olimpiadi si svolgeranno ad Agosto, mese il cui clima locale dovrebbe in teoria ostacolare la diffusione del virus. Infatti, in Brasile, Agosto è il mese più freddo e secco, quindi sempre teoricamente, dovrebbe diminuire il numero di zanzare e quindi ci saranno molti meno casi di virus.

Se questo articolo è stato chiaro ed utile, condividetelo con chiunque abbia voglia di leggere al riguardo o semplicemente abbia voglia di chiarirsi le idee.
Noi vi terremo aggiornati su questo attuale e delicato argomento, e vi diamo appuntamento al prossimo articolo.

Grazie della lettura,
HEpoitofview.com

 

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